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venerdì 17 settembre 2010

APPELLO PER LA SORELLA IMAN E I SUOI 3 BAMBINI

Assalamu aleykum wa rahmatullahi wa barakatuhu

"Affrettatevi al perdono del vostro Signore e al Giardino vasto come il cielo e la terra, preparato per coloro che credono in Allah e nei Suoi messaggeri. Questa è la grazia di Allah, che Egli dà a chi vuole. Allah possiede immensa grazia." (Al-Ĥadīd, 21)

Durante il mese di Ramadan appena trascorso siamo venuti a conoscenza della storia di una nostra sorella egiziana, Iman Hafez Mohamed Ibrahim, che necessita urgentemente del nostro aiuto materiale e delle invocazioni ad Allah da parte di noi tutti.

La specificità e la straordinarietà di questa situazione è che Iman è una sorella musulmana tornata all'Islam nel 2003, provenendo dalla religione cristiana e da una ricca famiglia copta, e suo zio è stato un famoso attore comico in Egitto.

All'età di 12 anni, nostra sorella, che a quel tempo si chiamava Howaida Sadek Shenouda, sognò la Ka'ba rimanendone felice e rasserenata, e in virtù di ciò raccontò questo sogno alla madre cristiana: quest'ultima per reazione non trovò di meglio che convocare un prete esorcista che impose alla bambina dei riti che consistevano nel disporre sotto il suo cuscino del sale, un coltello e il Vangelo.

A causa di questa situazione la bambina iniziò a soffrire di disturbi del sonno, contemporaneamente i genitori cominciarono a obbligarla a recarsi regolarmente in chiesa, fino al punto in cui ella non sopportò più la situazione, e si trovò in cura da uno psicologo. La piccola non sognò più la Ka'ba fino all'età di 18 anni, quando all'improvviso ricominciò ad avere la stessa visione, e contemporaneamente sentiva un gradevole profumo all'interno della propria camera. Tuttavia, mantenne segreto quanto le accadeva, soprattutto per paura di essere uccisa, anche se sentiva dentro di sé la voglia di proclamare apertamente il suo Islam.

Questa situazione si mantenne tale fino a quando un giorno la chiesa da lei frequentata mise in palio un viaggio per chi avesse prodotto il miglior studio sulla religione cristiana: la ragazza fece quindi un'indagine sui "sette segreti della chiesa", ma appena la iniziò si sentì subito confusa, perché ogni cosa che riguardava questo argomento ne contraddiceva un'altra e perché ogni setta cristiana diceva cose diverse. A questo punto Allah l'Altissimo decretò che ella conoscesse due ragazze dell'Università dell'Azhar che indossavano il khimar, e piano piano cominciò a desiderare di imitarle, chiedendo loro lumi sulla religione islamica, ma nel suo cuore era sempre vivo il terrore delle ritorsioni da parte della sua famiglia.

Qualche mese dopo questo incontro cominciò il mese di Ramadan, e la famiglia di Iman iniziò ha notare i suoi cambiamenti anche perché la madre le sentì ripetere l'Adhan: a questo punto la ragazza non ebbe più scelta e dichiarò ai genitori la sua fede nell'Islam, pur rassicurandoli dell'intenzione di non parlare di questo ad altri che loro, con il proposito di non esporli alla vergogna nella loro comunità.

Come reazione, i genitori iniziarono ad usarle violenza picchiandola selvaggiamente, lasciandole dei segni che ancora oggi porta sul suo corpo. L'oppressione della ragazza non si fermò qui, e i suoi familiari la trattarono per lungo tempo alla stregua di una serva: a questo punto per Iman non vi fu più altra scelta che la fuga e il rifugio presso un comando di polizia. Come da prassi, i poliziotti convocarono la famiglia, ma vista la ferma opposizione di questa musulmana a ritornare con i genitori, fu affidata ad un istituto e dietro interessamento di alcuni poliziotti le fu fatto conoscere un uomo musulmano a scopo di matrimonio, con il quale ella in effetti si sposò subito.

Dopo alcuni anni, tuttavia, quest'unione si concluse e sorella Iman rimase sola e abbandonata con tre figli, Rodyna, Ahmad e Sujud tutti e tre molto piccoli. Ebbe così inizio il calvario di questa credente e dei suoi bambini: si trovò a dormire in strada con loro, a volte perfino nello stadio della città, fino ai nostri giorni, nei quali vive da alcuni mesi all'interno di una moschea.

Iman in questi momenti di grande tribolazione ha ottenuto l'aiuto e la vicinanza di Allah l'Altissimo, Che ha fatto sì che ella studiasse approfonditamente il Corano diventandone perfino un'insegnante. La sorella Iman ricorda ancora oggi che se non avesse studiato il Libro di Allah, probabilmente non avrebbe avuto la forza di andare avanti, trovandosi nella disperazione e in stato di povertà assoluta, mentre da ragazza era abituata a vivere nell'agiatezza della sua famiglia benestante.

Come tristemente noto, la comunità cristiana in Egitto perseguita le sorelle egiziane che abbandonano il cristianesimo abbracciando la verità della religione musulmana: a causa di questa loro libera scelta esse spesso vengono maltrattate fino a costringerle all'apostasia, privandole della libertà personale e finanche somministrando loro psicofarmaci oltre che esercitando nei loro confronti pressioni fisiche e psicologiche di varia natura.

Noi non possiamo rimanere insensibili a tutto questo e oggi abbiamo di fronte a noi il caso emblematico di una sorella che abbisogna del nostro urgente aiuto: insha'Allah il nostro intervento dimostrerà al cospetto di Allah l'Altissimo che noi siamo una comunità che non abbandona un suo membro, e che risponde prontamente al grido di aiuto, da qualunque parte arrivi.

Il Profeta (saws) disse: "I credenti, nel loro affetto, simpatia e pietà, sono come un unico corpo, quando una parte soffre, tutto il corpo reclama con la febbre e la veglia." (Hadith autentico).

A tutt'oggi è stata raccolta per Iman una somma ancora insufficiente per risolvere il suo grande problema di trovare un tetto dove vivere e crescere i suoi figli serenamente, e con il permesso di Allah vorremmo arrivare alla somma di € 20.000, con la quale sorella Iman potrà acquistare un piccolo appartamento in Egitto continuando la sua attività di insegnante del Corano.

Ricordiamo a tutti che la sorella è anche affetta da diabete.


Allah, gloria a lui l'Altissimo ha detto:

"Gareggiate nel bene. Ovunque voi siate, Allah vi riunirà tutti. In verità Allah è Onnipotente." (Al Baqara, 148)

"Aiutatevi l'un l'altro in carità e pietà" (Al-Mā'idah, 2).

Questo è un impegno che tutti noi dobbiamo assumere, senza timore che dare un piccolo o un grande aiuto possa impoverirci o privarci di una qualche agiatezza.

Quindi, in nome di Allah, fate per Iman Hafez Mohamed Ibrahim una donazione tramite versamento su Postpay: è semplice, veloce e comporta solo un euro di spese.

Questi sono i riferimenti per donare in favore di Iman e dei suoi bambini

Insha'Allah io, Muhammad Nur al Haqq, personalmente verificherò lo stato delle donazioni e sarà mia cura assicurarmi che il denaro raccolto sia consegnato a sorella Iman.

Chi vorrà potrà lasciare un commento sulla propria donazione, e Allah l'Altissimo possa benedire chi darà per il Suo Volto aspirando al Jannah.

Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse:

"Allah, Colui che ha potere, il Magnifico dice: "O figlio di Adamo. Spendi e Noi spenderemo per te." (Al-Bukhari e Muslim);

Da Anas Ibn Malik: "Mai uno domandò al Profeta in nome dell'Islam, e non glielo diede. Una volta un uomo venne da lui e il Profeta gli diede un gregge di montoni così grande che si estendeva tra due montagne. L'uomo tornò ai suoi gridando: "O gente, convertitevi all'Islam! Muhammad dona senza guardare, senza temere la povertà." (Muslim)

Spero veramente che questo appello possa aiutare nostra sorella Iman nella auspicata soluzione della sua grande difficoltà e confido nel buon cuore di tutti voi, perché vogliate aiutare questa coraggiosa donna e i suoi meravigliosi bambini.

Il Perfetto, Colui oltre il Quale non vi è altra divinità degna di essere adorata ha detto:

"...Di': 'In verità il mio Signore concede generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole. E vi restituirà tutto ciò che avrete dato. Egli è il Migliore dei dispensatori..'" (Saba', 34-39).

La sorella Iman ha lanciato il suo appello, e chiamiamo Allah a testimone che noi lo abbiamo raccolto.

Per Colui che Ci osserva, non dimentichiamo che nulla andrà perduto delle nostre opere, nel Giorno in cui saremo radunati davanti al Signore dei mondi:

"Chi avrà fatto [anche solo] il peso di un atomo di bene lo vedrà, e chi avrà fatto [anche solo] il peso di un atomo di male lo vedrà." (az-Zalzalah, 7-8)

Che Allah vi ricompensi per la pazienza e la generosità.

BarakAllahu fikum

Assalamu aleykum wa rahmatullahi wa barakatuhu

venerdì 3 settembre 2010

SIGNIFICATO DI "HADITH"

Hadith è una parola araba che deriva dal verbo "hàddatha" che significa "narrare, raccontare, riferire a qualcuno intorno a qualcosa, riferire a qualcuno qualcosa, appresa da un altro".
Hadith narrazione, racconto, informazione, notizia, tradizione.

Come termine di una nomenclatura religiosa islamica significa "tradizione canonica" che fornisce informazioni su detti e/o fatti del Profeta Mohammed saws, nell'esercizio del suo magistero apostolico.

L'iniziale H è suono consonantico e si pronuncia come una "h" aspirata, che in italiano non ha corrispondenti, mentre si trova in inglese e tedesco.
Poichè l'iniziale è consonantica e non "h" muta, come nel verbo italiano avere nelle voci verbali ho, hai, ha, l'articolo da usare è "il" e non "l'", il hadith e non l'hadith.

La coppia consonantica finale "th" si pronuncia come la coppia consonantica th dell'articolo inglese the, ottenuta mettendo la punta della lingua tra gli incisivi e facendo uscire l'aria tra la lingua e gli incisivi superiori.




Fonte: "insegnamenti del Profeta Mohammed, detti, dialoghi e discorsi" edizioni del calamo

lunedì 2 agosto 2010

GAZA... BAMBINI CHE RESISTONO

Battuti due record del mondo dai piccoli della Striscia: un sorriso nel mezzo di una tragedia

scritto per noi daVittorio Arrigoni


Credetemi, i bambini di Gaza sono mocciosi da record. Sono sopravvissuti a Piombo Fuso e sopravvivono ogni giorno alla guerra in tempo di tregua.

Coperti di sangue hanno strisciato sotto le rovine di palazzi bombardati e si sono presi cura per giorni dei fratelli più piccoli, dei corpi agonizzanti dei genitori seppelliti sotto le macerie delle loro culle. Come eroi disneyani sono sgusciati fuori dal ventre della morte ancora inzaccherati dal liquido amniotico per scoprire il peso dell'ereditare la condizione di esule palestinese.

Più della metà della popolazione di questa misera Striscia di terra è composta da bambini, e sebbene nessuno di questi minori abbia mai votato per Hamas sono loro le vittime designate delle operazioni militari israeliane e più in generale dell'assedio imposto a Gaza.

Bambini che resistono. Contro le malattie: secondo un recente rapporto del Palestinian Medical Relief Society il 52 percento dei bambini di Gaza sono anemici, e soffrono di gravi carenze nutrizionali per la scarsità nella loro alimentazione di elementi quali il fosforo, il calcio e lo zinco. Anche il dato sulle malattie respiratorie è preoccupante.

Bimbi che resistono alle psicosi, a quelle lacerazioni della memoria che li riporta dinnanzi a corpi smembrati ed edifici in fiamme, a quei traumi indelebili che li rendono ansiosi e depressi, insonni e incontinenti.

Vivono in spazi sovraffollati privi di aree ricreative e hanno visto nelle strade dove giocano la carne ardere viva e decomporsi. Missili, devastazioni e morte sono evocati nei disegni quando si mette dinnanzi a loro un foglio bianco.Se il diritto al gioco qui è un lusso, quello allo studio è prevenuto: Israele quest'anno oltre ai giocattoli ha impedito l'entrata all'interno della Striscia anche dei libri di testo per le scuole elementari.

A differenza dei loro coetanei israeliani che sono liberi di praticare sport all'aria aperta o di svagarsi con la playstation i bambini di Gaza sono resi schiavi di un padrone che si chiama fame, e li vedo ogni giorno spingere aratri nei campi, frugare nei cassonetti della monnezza in cerca di materiali di recupero. Nel caldo insopportabile di questa canicolare estate sono sopra carretti trainati da muli stracarichi di mattoni e pietre recuperati dagli edifici bombardati, o li trovi agli incroci delle strade a vendere cianfrusaglia con sguardi da vecchi stanchi di sognare verdi cortili, campi di calcio e gelati.

Non stanno giocando a nascondino quando spariscono sottoterra i nei tunnell di Rafah: col rischio di rimanere seppelliti vivi sono la manodopera economicamente e fisicamente più adatta per trafficare le merci che altrimenti non arriverebbero mai sugli scaffali dei negozi di Gaza.

Cosi qualche tempo fa si era espressa Jasmine Whitbread, Direttore Generale di Save the Children: "I bambini a Gaza hanno fame a causa dei notevoli impedimenti all'ingresso di cibo nell'area, e stanno morendo perché non possono lasciare Gaza per avere quelle cure mediche di cui hanno urgente bisogno. Centinaia di migliaia di bambini stanno crescendo senza avere un'istruzione decente perché gli edifici scolastici sono gravemente danneggiati e a causa delle restrizioni nel passaggio e rifornimento di materiali edili, non possono essere ristrutturati. Sono i bambini che stanno pagando il prezzo più caro dell'assedio".

Oltre a questi record non ricordarti, i bambini della Striscia di Gaza in sette giorni hanno infranto due primati celebrati nel Guinness.

Giovedì 22 luglio nell'area dell'aeroporto fantasma di Rafah, distrutto dall'aeronautica militare israeliana nel 2001, nell'ambito della fine dei campi estivi organizzati dall'Unrwa(agenzia Onu per i profughi palestinesi) più di 7.200 bambini hanno fatto rimbalzare simultaneamente per 5 minuti altrettanti palloni da basket mentre ieri è stato stabilito il record di quanti più aquiloni svolazzanti nello stesso istante.

Sulla spiaggia di Beit Laya, dinnanzi al confine nord con Israele, il cielo si è tappezzato di migliaia di esagoni colorati, in una sorta di celebrazione animata di quella libertà agognata anche dai più piccoli. Oltre 7mila bambini hanno fatto volare i loro aquiloni, raddoppiando il record che era stato registrato sempre a Gaza lo scorso anno.

Così si è espresso al termine dell'evento John Ging, a capo della Unrwa: "E' un successo incredibile riuscire a infrangere due record mondiali in una sola settima. Una dimostrazione di cosa possono fare i bambini di Gaza se gli è data loro una opportunità. I bambini della Striscia sono come tutti gli altri bambini del mondo, desiderano vivere una vita normale lontano dalle avversità che sono costretti ad affrontare giorno dopo giorno", ha concluso Ging, "Questa giornata di festa è l'espressione della richiesta di libertà per questi bambini."

A differenza dei palloni da basket utilizzati a Rafah, gli aquiloni che hanno sventolato ieri sopra Beit Laya non sono di produzione industriale ma confezionati dalle stesse mani di quei bambini che li hanno issati al cielo.

Alcuni presentavano fantasie sgargianti, numerosi orgogliosamente i colori della bandiera palestinese.

Un urlo visibile di resistenza dinnanzi alla torrette di sorveglianza israeliane distanti a poche centinaia di metri.

Poco dopo la registrazione del nuovo Guinness dei Primati, una nave da guerra di Tsahal (l'esercito israeliano) è apparsa all'orizzonte e si avvicinata alla costa di Beit Laya, come a ricordare che l'ora di ricreazione era finita.Restiamo





Umanihttp://it.peacereporter.net/articolo/23344/Gaza,+bambini+che+resistono

RACCOLTA DI PREGHIERE...

BISMILLAH R-RAHMANI R-RAHIM
Allahumma zayyinna bi-zinati l’iman, wa g’al-na hudatan mahdiyyina
(Oh Allah rendici belli con la bellezza della fede, e fa di noi delle Guide ben guidate)


Allahumma, inni as-alu-Ka hubba-Ka wa hubba man yuhibbu-Ka wa l-àmala lladhi yuballighu-ni hubba-Ka
(Oh Allah ti prego di concedermi sentimenti d’amore per Te e per chi Ti ama; di farmi compiere azioni che mi procurino il Tuo Amore.)


Allahumma, la sahla illa ma gia’alta-hu sahlan; wa Anta, in si-ta tag’al al-hazana sahlan
(Oh Allah, non è facile se non ciò che Tu rendi facile e, se Tu vuoi, rendi facile il difficile)


Allahumma, inni a’udhu bi-Ka min sarri ma’amiltu; wa min sarri ma lam a’mal
(Oh Allah, mi rifugio in Te contro le conseguenze del male che ho compiuto. E dalle conseguenze negative delle mie omissioni)


Allahumma, inni a’udhu bi-Ka min sarri ma a’limtu. Wa min sarri ma lam a’alam
(Oh Allah, mi rifugio in Te contro le conseguenze del male causato da ciò che so. E dalle conseguenze negative che derivano da ciò che non so)


Allahumma, inni a’udhu bi-Ka min Iblis wa giunudi-hi
(Oh Allah, mi rifugio in Te contro il diavolo e il suo esercito)


Allahumma, adh-hib ‘anni al-hamma wa l’huzn
(Oh Allah, allontana da me la tristezza e la malinconia)


Allahumma, rzuq-ni tayyiban wa sta’mil-ni tayyòiban
(Oh Allah, concedimi buona sorte e fa si che io sia impegnato in opere buone)


Allahumma, inni as(Oh Allah, Ti chiedo una scienza utile, una larga disponibilità di beni e un agire che Tu accogli)


Allahumma, a’inni ‘ala zikri-Ka wa sukri-Ka wa husni ‘ibadati-Ka
(Oh Allah, aiutami a ricordarmi di Te, a ringraziarti e ad adorarTi nel migliore dei modi)


Allahumma, nfà-ni bi-ma ‘allamta-ni, wa ‘allim-ni ma yanfa’u-ni, wa zid-ni ‘ilman. Wa l’hamdulillahi ‘ala kulli hal wa a’udhu bi-llahi min hali ahli n-nar
(Oh Allah, fa che mi sia utile ciò che mi hai insegnato. E insegnami ciò che è utile. E aumentami, quanto a conoscenza. La lode appartiene ad Allah in ogni caso, eccetto per il caso della famiglia del fuoco.
Fonte: quaderno islamico sul Ramadan, Edizioni del Calamo

mercoledì 28 luglio 2010

L'ECCELLENZA DELLA FEDE...

BISMILLAH R-RAHMANI R-RAHIM

Disse il Profeta Mohammed saws:

“Quando arriva Ramadan, le porte del cielo vengono aperte, quelle dell’inferno vengono sbarrate e i diavoli vengono messi in catene”
in un'altra tradizione è aggiunto “e le porte della Misericordia sono aperte”

Disse il Profeta Mohammed saws:

“Una delle otto porte d’ingresso del Paradiso si chiama Rayyan; l’ingresso attraverso questa porta è riservato a coloro che hanno digiunato”

Disse il Profeta Mohammed saws:

“Allah ha detto: “Ogni buona azione del figlio di Adamo sarà moltiplicata da dieci a settecento volte, tranne il Digiuno perché esso è per Me e Io stesso lo compenserò. Egli si è astenuto per Me dalle sue passioni e dal suo mangiare”. Per il digiunante ci sono due momenti di grande gioia: quello della rottura del Digiuno e quello dell’incontro con il suo Signore e certamente la fragranza della bocca del digiunante è più gradita ad Allah swt del profumo del muschio. Il Digiuno è uno scudo. Perciò durante il Digiuno non si devono fare discorsi vani né gridare fino a diventare rauchi. Se qualcuno provoca un digiunante, esso deve dire: “sto digiunando”.

Disse il Profeta Mohammed saws:

“E’ giunto a voi Ramadan, un mese benedetto! Allah swt ha reso per voi obbligatorio il Digiuno. Le porte del cielo in esso sono aperte e quelle dell’inferno chiuse. I diavoli in esso sono messi in catene. In questo mese c’è una notte meglio di mille mesi, chi è privato del bene di essa è privato di ogni bene”
in un’altra tradizione è aggiunto “e non è privato del bene di essa, se non chi è sfortunato”

Disse il Profeta Mohammed saws:

“Allah vi a reso obbligatorio il Digiuno nell’arco diurno dei suoi giorni
(i giorni del mese di Ramadan) e facoltativo lo stare in preghiera nell’arco notturno di essi. Chi fa in esso una cosa facoltativa è nella posizione di chi, fuori di Ramadan, fa una cosa obbligatoria, e chi in esso fa una cosa obbligatoria è nella posizione di chi fuori da Ramadan, fa settanta cose obbligatorie. Ramadan è il mese della pazienza, e la ricompensa della pazienza è il Paradiso. E’ il mese dell’amore reciproco, è il mese, in cui più abbondante è la provvidenza divina per il credente. Per chi offre la rottura del Digiuno a un digiunante, c’è il perdono dei peccati, la preservazione dal fuoco, e una ricompensa pari a quella del digiunante, senza che a quella del digiunante venga tolto nulla”

Gli fu osservato:

“Oh Apostolo di Allah, non tutti siamo in grado di offrire l’Iftar a un digiunante”

Disse:

“Allah swt offre la sua ricompensa a chi offre un iftar, anche se esso consiste in un sorso di latte, un dattero, o un sorso di acqua. A chi soddisfa il bisogno di una persona, Allah swt darà da bere dalla mia Fontana (al-haud) un sorso, che non gli farà più avere sete fino a quando entrerà in Paradiso.
Questo è un mese, l’inizio del quale è Misericordia, la sua metà è perdono e la sua terza parte salvezza dal fuoco. E Allah swt salverà dal fuoco colui che avrà reso leggero il peso del suo schiavo”
Fonte: quaderno islamico sul Ramadan, Edizioni del Calamo