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lunedì 2 agosto 2010

GAZA... BAMBINI CHE RESISTONO

Battuti due record del mondo dai piccoli della Striscia: un sorriso nel mezzo di una tragedia

scritto per noi daVittorio Arrigoni


Credetemi, i bambini di Gaza sono mocciosi da record. Sono sopravvissuti a Piombo Fuso e sopravvivono ogni giorno alla guerra in tempo di tregua.

Coperti di sangue hanno strisciato sotto le rovine di palazzi bombardati e si sono presi cura per giorni dei fratelli più piccoli, dei corpi agonizzanti dei genitori seppelliti sotto le macerie delle loro culle. Come eroi disneyani sono sgusciati fuori dal ventre della morte ancora inzaccherati dal liquido amniotico per scoprire il peso dell'ereditare la condizione di esule palestinese.

Più della metà della popolazione di questa misera Striscia di terra è composta da bambini, e sebbene nessuno di questi minori abbia mai votato per Hamas sono loro le vittime designate delle operazioni militari israeliane e più in generale dell'assedio imposto a Gaza.

Bambini che resistono. Contro le malattie: secondo un recente rapporto del Palestinian Medical Relief Society il 52 percento dei bambini di Gaza sono anemici, e soffrono di gravi carenze nutrizionali per la scarsità nella loro alimentazione di elementi quali il fosforo, il calcio e lo zinco. Anche il dato sulle malattie respiratorie è preoccupante.

Bimbi che resistono alle psicosi, a quelle lacerazioni della memoria che li riporta dinnanzi a corpi smembrati ed edifici in fiamme, a quei traumi indelebili che li rendono ansiosi e depressi, insonni e incontinenti.

Vivono in spazi sovraffollati privi di aree ricreative e hanno visto nelle strade dove giocano la carne ardere viva e decomporsi. Missili, devastazioni e morte sono evocati nei disegni quando si mette dinnanzi a loro un foglio bianco.Se il diritto al gioco qui è un lusso, quello allo studio è prevenuto: Israele quest'anno oltre ai giocattoli ha impedito l'entrata all'interno della Striscia anche dei libri di testo per le scuole elementari.

A differenza dei loro coetanei israeliani che sono liberi di praticare sport all'aria aperta o di svagarsi con la playstation i bambini di Gaza sono resi schiavi di un padrone che si chiama fame, e li vedo ogni giorno spingere aratri nei campi, frugare nei cassonetti della monnezza in cerca di materiali di recupero. Nel caldo insopportabile di questa canicolare estate sono sopra carretti trainati da muli stracarichi di mattoni e pietre recuperati dagli edifici bombardati, o li trovi agli incroci delle strade a vendere cianfrusaglia con sguardi da vecchi stanchi di sognare verdi cortili, campi di calcio e gelati.

Non stanno giocando a nascondino quando spariscono sottoterra i nei tunnell di Rafah: col rischio di rimanere seppelliti vivi sono la manodopera economicamente e fisicamente più adatta per trafficare le merci che altrimenti non arriverebbero mai sugli scaffali dei negozi di Gaza.

Cosi qualche tempo fa si era espressa Jasmine Whitbread, Direttore Generale di Save the Children: "I bambini a Gaza hanno fame a causa dei notevoli impedimenti all'ingresso di cibo nell'area, e stanno morendo perché non possono lasciare Gaza per avere quelle cure mediche di cui hanno urgente bisogno. Centinaia di migliaia di bambini stanno crescendo senza avere un'istruzione decente perché gli edifici scolastici sono gravemente danneggiati e a causa delle restrizioni nel passaggio e rifornimento di materiali edili, non possono essere ristrutturati. Sono i bambini che stanno pagando il prezzo più caro dell'assedio".

Oltre a questi record non ricordarti, i bambini della Striscia di Gaza in sette giorni hanno infranto due primati celebrati nel Guinness.

Giovedì 22 luglio nell'area dell'aeroporto fantasma di Rafah, distrutto dall'aeronautica militare israeliana nel 2001, nell'ambito della fine dei campi estivi organizzati dall'Unrwa(agenzia Onu per i profughi palestinesi) più di 7.200 bambini hanno fatto rimbalzare simultaneamente per 5 minuti altrettanti palloni da basket mentre ieri è stato stabilito il record di quanti più aquiloni svolazzanti nello stesso istante.

Sulla spiaggia di Beit Laya, dinnanzi al confine nord con Israele, il cielo si è tappezzato di migliaia di esagoni colorati, in una sorta di celebrazione animata di quella libertà agognata anche dai più piccoli. Oltre 7mila bambini hanno fatto volare i loro aquiloni, raddoppiando il record che era stato registrato sempre a Gaza lo scorso anno.

Così si è espresso al termine dell'evento John Ging, a capo della Unrwa: "E' un successo incredibile riuscire a infrangere due record mondiali in una sola settima. Una dimostrazione di cosa possono fare i bambini di Gaza se gli è data loro una opportunità. I bambini della Striscia sono come tutti gli altri bambini del mondo, desiderano vivere una vita normale lontano dalle avversità che sono costretti ad affrontare giorno dopo giorno", ha concluso Ging, "Questa giornata di festa è l'espressione della richiesta di libertà per questi bambini."

A differenza dei palloni da basket utilizzati a Rafah, gli aquiloni che hanno sventolato ieri sopra Beit Laya non sono di produzione industriale ma confezionati dalle stesse mani di quei bambini che li hanno issati al cielo.

Alcuni presentavano fantasie sgargianti, numerosi orgogliosamente i colori della bandiera palestinese.

Un urlo visibile di resistenza dinnanzi alla torrette di sorveglianza israeliane distanti a poche centinaia di metri.

Poco dopo la registrazione del nuovo Guinness dei Primati, una nave da guerra di Tsahal (l'esercito israeliano) è apparsa all'orizzonte e si avvicinata alla costa di Beit Laya, come a ricordare che l'ora di ricreazione era finita.Restiamo





Umanihttp://it.peacereporter.net/articolo/23344/Gaza,+bambini+che+resistono

giovedì 1 luglio 2010

MARWA EL SHARBINI


Marwa al Sherbini, trentenne di origini egiziane, è stata uccisa con diciotto coltellate davanti agli occhi del figlioletto di tre anni e del marito lo scorso 1 luglio nel tribunale di Dresda, in Germania, dove si stava svolgendo il processo contro un giovane tedesco, suo vicino di casa, che lei aveva denunciato per pesanti minacce quali "puttana islamica" e "terrorista" e continue ingiunzioni a togliersi il velo.
E’ stato lui, definito dai rari giornali che hanno dato la notizia "fanatico antislamico", ad ucciderla.
Quando – troppo tardi – i poliziotti sono intervenuti, hanno scambiato il marito – che cercava di difenderla – con l’assalitore, sparandogli addosso. L’aspetto "non ariano" dell’uomo è stato probabilmente motivo sufficiente: se l’idea dell’immigrato (un tempo era il "negro") come potenziale stupratore e omicida di donne (leggi: noi donne "bianche") è oramai saldamente radicata nell’immaginario collettivo occidentale, altrettanto lo è l’idea che se una donna indossa il velo è vittima di un marito (o di un padre, un fratello …) fondamentalista e sessista alla decima potenza.
Di questa storia ho saputo solo ora leggendo un articolo in "Il vento e l’anima", del resto la notizia è girata pochissimo online, e quasi niente sulla stampa cartacea in Italia (ma sembra anche nella stessa Germania).
Non so se Marwa al Sherbini debba (o possa) essere definita martire dell’hijab o martire del razzismo, ma so per certo che ad ucciderla è stata una cultura razzista e sessista, che ha individuato nel velo – associato di volta in volta al fondamentalismo (islamico), al patriarcato, al sessismo più becero, all’oppressione e alla violenza sulle donne – il luogo privilegiato sul quale far convergere tutti i peggiori stereotipi e pregiudizi sulle donne e gli uomini "non occidentali", stereotipi e pregiudizi funzionali a quello "scontro di civiltà" che dovrebbe giustificare pratiche discriminatorie, sessiste e razziste, alcune delle quali recentemente sancite in Italia con l’approvazione del vergognoso pacchetto sicurezza.
E forse non dovrei neanche stupirmi (e denunciare ancora e ancora e ancora … ) del colpevole silenzio dei media soprattutto mainstream (ma non solo) sulla storia di Marwa.
Sappiamo dei silenzi, delle censure, delle diverse maniere di trattare casi di cronaca a seconda delle origini della vittima e dell’omicida. Ma anch’io non posso impedirmi di immaginare cosa sarebbe successo se ad uccidere (e in un’aula di tribunale!) fosse stato un musulmano ("fondamentalista" o "moderato" non importa, del resto un qualsiasi uomo migrante va bene tanto in un certo immaginario sono tutti ugualmente e violentemente sessisti e potenziali stupratori e omicidi).
Ad immaginare come alcuni elementi (Marwa era ed è stata uccisa davanti agli occhi del figlioletto di tre anni) sarebbero stati usati per accrescere il carattere bestiale dell’omicidio e il consenso pubblico verso ulteriori probabili misure securitarie/razziste contro i/le migranti.
Il problema è che l’omicidio di Marwa al Sherbini non si presta a comode (per il sistema sessismo/razzismo) strumentalizzazioni, come è stato il caso ad esempio di Hina Saleem (ma anche di Giovanna Reggiani). E non si presta neanche ad una lettura in termini di "violenza sulle donne" tout court.
Non è un caso allora che a tacere siano anche tante voci femminili/femministe, che senza poter essere assimilate all’isteria antislamica di una Suad Sbai o di una Daniela Santanchè, devono certo compiere una radicale (ma quanto necessaria) rimessa in discussione dei propri discorsi per poter "guardare" il corpo martoriato di questa donna che indossava l' hijab.
Fonte: questa volta ho chiesto il permesso per copiare l'articolo ad ***Amina*** che l'ha preso a sua volta non so dove O.o

domenica 6 giugno 2010

DOMANI SU CANALE 5

As-salam aleikom
Domani vi voglio tutti attenti e presenti con i vostri du'a per sostenere la nostra carissima sorella ***Amina*** che sarà al nuovo programma condotto dalla d'urso (--_--) dal titolo "a gentile richiesta", l'appuntamento è su canale 5 alle ore 18 circa... mi raccomando siate tutti puntuali e non scordatevi i du'a!!!
***Amina***, sorelluccia mia, che Allah ta'ala sia con te per aiutarti a trovare le parole giuste ad arrivare ai cuori e alle menti della gente... insh'Allah, jazaki allahu khairan!!!

sabato 29 maggio 2010

QUANDO UN PICCOLO GESTO PUO' FARE LA DIFFERENZA...

As-salam aleikom wa rahmatullah wa barakhatuh e buon pomeriggio!!!

Ieri ho partecipato ad una serata informativa sull'ADMO (associazione donatori midollo osseo), la serata era per lo più rivolta agli immigrati anche se non erano molti!!! Vi state chiedendo il perchè proprio a loro??? No??? Vabbè io lo scrivo comunque.

Dovete sapere che i donatori vengono raggruppati in 4 grandi categorie: BIANCHI, NERI, ROSSI E GIALLI perchè ognuno di essi ha caratteristiche biologiche differenti, quindi un donatore bianco non potrà mai donare il proprio midollo ad un nero e viceversa.

Ci è stato spiegato che purtroppo oggi, i donatori iscritti fanno tutti parte dell'etnia bianca, mancano tutte le altre etnie, quindi una persona nera, rossa o gialle a zero speranze di trovare un donatore compatibile perchè appunto nessuno di quell'etnia è iscritto alla banca dati e da parte mia, sapendo che comunque la vita e la morte appartengono ad Allah swt, sapere che una persona è morta senza la possibilità di poterla salvare oppure sapere di aver fatto tutto il possibile per farlo è moooooolto ma moooooolto diverso!!!

I possibili donatori sono 1 volta su 4 fratelli o sorelle mentre se non si riesce a trovare un donatore tra loro, le possibilità di trovare un donatore compatile arrivano a 1 su 100.000, è stato studiato che ognuno di noi ha al mondo almeno un gemello con lo stesso DNA, il tutto sta nel trovarlo che non è semplice...


Diventare donatori è semplicissimo, ci si iscrive con un modulo che si può richiedere a tutti i centri ADMO sparsi in italia, dopo essersi iscritti si verrà contattati a distanza di un mese massimo due da un dottore con la quale si programmerà il giorno del prelievo del sangue; dopo aver fatto il prelievo il sangue verrà analizzato in caso di esito favorevole si verrà contattati per un altro prelievo poi i medici decideranno se tipizzarlo o meno; il costo della tipizzazione è elevato si arriva anche a 6.000 euro quindi, purtroppo, non è possibile economicamente parlando tipizzare ogni donatore, ma almeno vale la pensa provare o sbaglio???


Pensate che in Trentino su 4.500 iscritti solo 32 sono potenziali donatori e nel milanese su 70mila iscritti solo 600 sono potenziali donatori. Probabilmente dopo l'iscrizione è possibile che non verremo mai chiamati per fare la donazione ma sta di fatto che almeno abbiamo dato la possibilità a chi ne avrebbe avuto bisogno di essere salvato...

se volete informazioni o volete fare degli incontri informativi con la vostra comunità, che non guasta mai, vi basterà contattare la sede ADMO più vicina a voi e proporre soprattutto ai giovani questa iniziativa, l'età per l'iscrizione va dai 18 anni per motivi legali fino (parlo per il trentino) a 37 anni...

Io confido nella vostra buona volontà e soprattutto mi rivolgo al vostro cuore, nessuno di noi è immune da questa e da altre malattie simili, non è possibile riscontrare prima la malattia il che significa che quando arriva è già troppo tardi e le possibilità di guarire sono tutte in una banca dati internazionale, quindi io vi chiedo di riflettere su di una cosa: un giorno potreste averne voi bisogno, o un vostro caro... in quel caso vorreste che quel qualcuno compatibile fosse iscritto??? Avreste il piacere di sapere che un uomo o una donna per solidarietà, in modo gratuito e senza fini se non quello di aiutare a tornare a vivere avesso pensato a voi???
Spero che possiate riflettere su come un piccolo gesto possa salvare la vita di un'altra persona che può essere pure quella di un bambino...

Che Allah swt vi guidi e vi benedica se deciderete di aiutare in modo disinteressato un altra persona a tornare a vivere... insh'Allah

Allah al'am

venerdì 7 maggio 2010

A.A.A. ***AMINASUPERSTARNAPOLETANA*** COLPISCE ANCORA TIE'... AL-HAMDULILLAH

Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim
As-salam alaykoum, my family.
La giornata di ieri è stata divertentissima, alhamdulillah.A parte che gli operatori della RAI (camenramen, registi, giornaliste ed inviate) sono di una correttezza e di una educazione come pochi, tanto da farmi sentire proprio a casa mia...hahahah!!
L'intervista di ieri ha come tema il matrimonio con un uomo di cultura e religione diversa.Siam partiti dal lontano 1993 (anno in cui conobbi il mio amore), passando dai vari problemi iniziali superati grazie all'amore e grazie (soprattutto) ad Allah taala e abbiam finito parlando di cosa ho imparato io a cucinare...
Più che un intervista, è stata una bella chiacchierata sapete? Alhamdulillah la mia vita è molto ricca di aneddoti ed episodi esilaranti e buffi, e menomale che era tutto registrato: ci siamo ammazzati dalle risate!!!Per esempio, l'intervistatrice (tanto caruccia) mi ha domandato mio marito cosa avesse appreso dal mio mondo napoletano, e senza dubbio ho risposto:"La lingua!"Ma davvero: chi lo ha sentito può confermarlo: è più napoletano di me, mash'Allah, hahahah..
Ho evidenziato il fatto che, essendo io una cattolica praticante, ad ogni intoppo ricorrevo alla Bibbia o agli insegnamenti cristiani, ma più cercavo una conferma a quanto dicevo io, più studiavo e più scoprivo invece il contrario, mash'Allah. Così la mia fede cominciò a vacillare, avevo mille e mille dubbi che con studi ed attente ricerche, trovarono la loro risposta, e indovinate dove? Nell'ISLAM!!!
Come domanda-chiave la giornalista mi ha chiesto: cosa pensi allora di tutt i matrimoni invece che finiscono male, dove c'è violenza? Ho risposto di elencarmi ogni singolo caso. Se mi parla di una coppia dove il marito picchia la moglie, posso dire che in quella coppia non c'è Islam, perchè il profeta Mohammed, pace e benedizioni su di lui, ha detto che il migliore tra tutti i credenti è quello che tratta meglio la propria moglie; se mi cita una famiglia dove il padre rientra ubriaco e maltratta i figli, ugualmente in quella famiglia non c'è Islam, perchè Allah subhanahu wa taala ci ha vietato categoricamente di bere alcolici (e ho aggiunto che se si applicasse l'Islam anche qui in Italia, non avrebbero il problema delle stragi del sabato sera).Alchè lei mi ha chiesto come mai sentiamo tanti casi di cronaca legati ai musulmani.
Fino ad un paio di settimane fa, si è parlato di preti pedofili...le ho detto che io, da persona intelligente, non metto dietro il banco degli imputati tutto il Vaticano e l'intero Cristianesimo per la colpa di un singolo; mentre quando è un singolo marocchino, pakistano o egiziano a sporcarsi di una cattiva azione, è tutto l'Islam ad essere processato.
Insomma ne abbiam dette e abbiam riso, siamo scesi a fare delle riprese nel mercato della mia città, mi hanno ripreso mentre compro il pane al mitico "panificio", ho conosciuto altre belle persone aperte e propense al dialogo (ma chissà perchè i giornalisti sono circondati da questa "nube di Fantozzi") e inch'Allah domani vedremo dalla regia, cosa avranno deciso di prendere e di cancellare, per montare il mio servizio...inch'Allah khayr!!!
SABATO 8 MAGGIO, RAI 1, DALLE 16 E 20 IN POI VA IN ONDA IL SERVIZIO, INCH'ALLAH.
Allah ma'akoum.
***AMINA***


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venerdì 23 aprile 2010

AIUTIAMO IL PICCOLO MOHAMMED...

Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim
QUESTO E' L'APPELLO CHE STO FACENDO GIRARE SU FB E STO INVIANDO AI PIU' IMPORTANTI ESPONENTI DELLA COMUNITA' ISLAMICA E MAGHREBINA IN ITALIA, AIUTIAMO IL PICCOLO MOHAMED:
As-salam alaykoum.
Sì, si tratta di vita o di morte, e parlo della vita di una creatura di 5 anni, TRE DEI QUALI passati in ospedale, mash'Allah!!!Tra i miei contatti, qui su FB, potete trovare SARA VERTA e DARIA GALLARINO: sono 2 giornaliste ed inviate RAI. Sara fu la prima giornalista ad intervistarmi a LA VITA IN DIRETTA, e da allora siamo diventate tanto amiche, sia lode ad Allah!
L'altra mattina mi ha telefonato e, insieme alla collega Daria che è una donna speciale e tanto cara, mi hanno messa al corrente che hanno fatto una servizio con protagonista il tenero Mohamed, e da quel giorno (parole testuali) non c'è una mattina che non si svegliano con il pensiero a questa creatura!
Il punto qual'è? Mohamed è affetto da una brutta forma di leucemia, che sappiamo essere un tumore, e sappiamo che se non gli fanno un trapianto di midollo osseo il piccolo morirà tra atroci sofferenze.Sono tre lunghi anni che il piccolo Mohammed è ricoverato in ospedale, dal quale esce solo per brevi periodi; ha un catetere nella clavicola (dalla spalluccia esce una cànnula attraverso la quale i medici gli effettuano le terapie); è arrivato al punto di fare 10 ore di terapia al giorno, per tre volte alla settimana (e sappiamo per sentito dire quanto sia pesante e dolorosa una chemio o una radio-terapia!).
Per salvarsi, con il permesso di Allah taala, ha bisogno di un trapianto di midollo osseo.
IL DONATORE/DONATRICE DI MIDOLLO DEVE ESSERE MAGHREBINO, NORD-AFRICANO: TUNISINO, ALGERINO, MAROCCHINO, EGIZIANO...Perchè il ceppo midollare compatibile con quello di Mohamed, è solo quello nord-africano.
PER SAPERE SE SI E' COMPATIBILI, BASTA UN PRELIEVO
Basta recarsi al più vicino punto Avis oppure al centro trasfusioni del proprio paese, chiedendo di voler essere donatore di midollo per il piccolo Mohamed, ma mi raccomando:
AL MOMENTO DEL PRELIEVO, CHIEDETE DEI ISCRIVERVI AL "REGISTRO NAZIONALE PER IL MIDOLLO OSSEO". IL MIDOLLO DEL DONATORE SI RIGENERA IN UN TEMPO MASSIMO DI 36 ORE
Sarà praticata un'anestesia e attraverso delle siringhe, viene aspirata la quantità che occorre, e dopo un paio di giorni, inch'Allah, siete di nuovo in giro.
PER MAGGIORI INFO,telefonare al Policlinico S.Matteo di Pavia, allo 0382/501087
Non abbiate paura di un piccolo intervento che potrebbe salvare la vita ad una creatura di 5 anni, e se anche Allah subhanahu wa taala lo dovesse chiamare a Sè, il vostro gesto sarà comunque enormemente ricompensato!
IO PUBBLICHERO' QUESTA NOTA FINCHE' NON VI AVRO' TAGGATO TUTTI, MA NEL NOME DI ALLAH IL CLEMENTE E MISERICORDIOSO, CONDIVIDETE E PARLATE CON I VOSTRI CONOSCENTI, O FATE IL PRELIEVO: PUO' DARSI CHE IL PICCOLO MOHAMED STIA ASPETTANDO PROPRIO UNO DI VOI, SUBHANALLAH!
La vita e la morte appartengono ad Allah, sia gloria a Lui l'Altissimo; ma Lui ha anche detto "Per ogni male o creato una cura, solo alla morte no!"
Io ho 4 figli, alhamdulillah: figuriamoci se mi spaventano degli aghetti nella schiena....ma non posso perchè sono europea, ed il ceppo non è quello: cercasi donatore o donatrice nord-africano/a (maghrebino/a)per il piccolo Mohamed...o devono passare altri anni fino a sapere che la nostra indifferenza ha costretto una creatura a vivere in ospedale e poi a morire soffrendo?
QUESTI I SERVIZI DELLE MIE AMICHE, LE GIORNALISTE RAI E CHE DIO LE BENEDICA:
QUESTO L'APPELLO DEL PAPA':
***Amina***

mercoledì 16 settembre 2009

Cerchiamo la differenza?!

Quando si dice “mettere il cappello”: Lorenzo Campani nota che al cartello della Croce Rossa e della Provincia di Trento sulla costruzione delle casette di Onna, è stato recentemente aggiunto qualcosina.
Del resto, continua Lorenzo, le casette che oggi inaugurano Berlusconi e Vespa non c’entrano molto con il governo, visto che le ha
finanziate la Croce Rossa Italiana e le ha progettate e costruite la Provincia di Trento.
Onna infatti non figurava nell’elenco, pubblicato dalla Protezione Civile, delle aree interessate dal progetto governativo C.A.S.E nè in quelle del progetto M.A.P. (moduli abitativi provvisori). Insomma, le casette in questione
non erano nel piano del governo..
Secondo voi lo dirà Bruno Vespa?


http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/15/trova-la-differenza/

martedì 30 giugno 2009

Nella tragedia...il miracolo...

PARIGI (30 giugno) - Di nuovo un Airbus inghiottito dal mare, ancora una tragedia e un lutto che colpiscono duramente la Francia. Un mese dopo - era la notte fra il 31 maggio e il 1/o giugno - l'incidente dell'Airbus 330 Rio de Janiero-Parigi che ha causato la morte di 228 persone, un Airbus 310 della compagnia di bandiera Yemenia è precipitato al largo delle isole Comore con 153 passeggeri a bordo, una sessantina dei quali francesi.
Polemiche sul velivolo. Alcuni cadaveri sono stati già recuperati in mare, e sono stati avvistati rottami del velivolo. Le operazioni di ricerca sono ostacolate dal maltempo. Ma la Francia accusa: quell'aereo in particolare - sul quale i passeggeri si sono imbarcati a Sana'a, nello Yemen, che non è quello, l'A330, con il quale erano partiti da Parigi - non poteva volare sui nostri cieli, era stato escluso per «irregolarità». Dallo Yemen ribattono: il velivolo era stato «sottoposto a una ispezione completa» nel maggio scorso sotto la supervisione di Airbus, era «in linea con gli standard internazionali» e una settimana fa aveva assicurato un collegamento con Londra. A causare l'incidente potrebbero essere state le cattive condizioni del tempo - fortissime raffiche di vento, ma non un temporale - nella zona dell'aeroporto di Moroni, nelle Comore, dove l'aereo doveva atterrare. Ma su come siano andate le cose le opinioni sono diverse. L'A310 avrebbe tentato un atterraggio d'emergenza, forse un ammaraggio. Il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau, dice invece che ci sarebbe stato «un avvicinamento» del velivolo all'aeroporto, quindi «una ripresa di velocità, poi un nuovo avvicinamento che sarebbe stato mancato». Testimoni, presenti all'aeroporto di Moroni al momento dell'incidente, raccontano infine che il velivolo si è schiantato dopo aver fallito l'atterraggio: «L'aereo era a circa 50 metri dal suolo, in avvicinamento della pista, e invece di imboccare la corsia d'atterraggio ha deviato ed è uscito dall'asse della pista, prendendo una direzione anomala verso il mare».
Il cambio dell'aereo. Quello che è invece certo è che l'aereo inabissatosi al largo delle Comore non è quello con il quale il volo è cominciato ieri dall'aeroporto parigino di Roissy. I passeggeri si erano imbarcati infatti su un A330 di recente costruzione, altri erano saliti durante uno scalo a Marsiglia. Tutti fino a Sanaa, nello Yemen, dove i passeggeri hanno cambiato apparecchio imbarcandosi su quel maledetto A310. L'aereo - un modello, tra l'altro, che non è più in produzione dal 2007 - era poi partito verso Gibuti e Moroni, nelle isole Comore. Molti dei passeggeri imbarcati erano comoriani che vivevano in Francia. E la rabbia delle associazioni degli immigrati è esplosa all'aeroporto di Marsiglia. Il segretario di Stato ai trasporti francese Bussereau non solo ha puntato il dito contro quell'A310 in particolare - costruito nel 1990, dall'ottobre 1999 alla Yemenia, 51.900 ore di volo, - che era stato «escluso» dal suolo e dal cielo francese per «irregolarità» che erano state riscontrate «nelle sue attrezzature», ma ha aggiunto che anche la stessa compagnia di bandiera yemenita era «molto controllata», anche se non era nella lista nera delle compagnie aeree vietate in Francia.
Superstite una ragazza. Polemiche sulla sicurezza dei voli che non sono destinate a esaurirsi, mentre comincia la pietosa opera di recupero delle vittime. I corpi di più di 50 dei 153 passeggeri sono stati già ritrovati. C'è solo un superstite, una ragazza di 14 anni. Lo ha confermato la Croce Rossa aggiungendo che è in oespedale in condizioni non gravi. Qualche organo di informazione aveva detto che anche il pilota dell'A310 si era salvato. Notizia smentita dal ministro dei trasporti dello Yemen. Quel pilota - Khaled Hajib, 35 anni - si era invece salvato dall'attacco terroristico di Mumbai del novembre scorso, ha riferito la tv al Arabiya sul suo sito: Hajib era fra i civili presi in ostaggio dai terroristi nell'hotel Taj Muhal.