BismiLlah arRahman arRahim "Il ben guidato è colui che Allah guida, mentre colui che Allah mette fuori strada non troverà maestro in grado di farlo uscire dall'errore" (Corano 18:17)
lunedì 2 agosto 2010
GAZA... BAMBINI CHE RESISTONO
scritto per noi daVittorio Arrigoni
Credetemi, i bambini di Gaza sono mocciosi da record. Sono sopravvissuti a Piombo Fuso e sopravvivono ogni giorno alla guerra in tempo di tregua.
Coperti di sangue hanno strisciato sotto le rovine di palazzi bombardati e si sono presi cura per giorni dei fratelli più piccoli, dei corpi agonizzanti dei genitori seppelliti sotto le macerie delle loro culle. Come eroi disneyani sono sgusciati fuori dal ventre della morte ancora inzaccherati dal liquido amniotico per scoprire il peso dell'ereditare la condizione di esule palestinese.
Più della metà della popolazione di questa misera Striscia di terra è composta da bambini, e sebbene nessuno di questi minori abbia mai votato per Hamas sono loro le vittime designate delle operazioni militari israeliane e più in generale dell'assedio imposto a Gaza.
Bambini che resistono. Contro le malattie: secondo un recente rapporto del Palestinian Medical Relief Society il 52 percento dei bambini di Gaza sono anemici, e soffrono di gravi carenze nutrizionali per la scarsità nella loro alimentazione di elementi quali il fosforo, il calcio e lo zinco. Anche il dato sulle malattie respiratorie è preoccupante.
Bimbi che resistono alle psicosi, a quelle lacerazioni della memoria che li riporta dinnanzi a corpi smembrati ed edifici in fiamme, a quei traumi indelebili che li rendono ansiosi e depressi, insonni e incontinenti.
Vivono in spazi sovraffollati privi di aree ricreative e hanno visto nelle strade dove giocano la carne ardere viva e decomporsi. Missili, devastazioni e morte sono evocati nei disegni quando si mette dinnanzi a loro un foglio bianco.Se il diritto al gioco qui è un lusso, quello allo studio è prevenuto: Israele quest'anno oltre ai giocattoli ha impedito l'entrata all'interno della Striscia anche dei libri di testo per le scuole elementari.
A differenza dei loro coetanei israeliani che sono liberi di praticare sport all'aria aperta o di svagarsi con la playstation i bambini di Gaza sono resi schiavi di un padrone che si chiama fame, e li vedo ogni giorno spingere aratri nei campi, frugare nei cassonetti della monnezza in cerca di materiali di recupero. Nel caldo insopportabile di questa canicolare estate sono sopra carretti trainati da muli stracarichi di mattoni e pietre recuperati dagli edifici bombardati, o li trovi agli incroci delle strade a vendere cianfrusaglia con sguardi da vecchi stanchi di sognare verdi cortili, campi di calcio e gelati.
Non stanno giocando a nascondino quando spariscono sottoterra i nei tunnell di Rafah: col rischio di rimanere seppelliti vivi sono la manodopera economicamente e fisicamente più adatta per trafficare le merci che altrimenti non arriverebbero mai sugli scaffali dei negozi di Gaza.
Cosi qualche tempo fa si era espressa Jasmine Whitbread, Direttore Generale di Save the Children: "I bambini a Gaza hanno fame a causa dei notevoli impedimenti all'ingresso di cibo nell'area, e stanno morendo perché non possono lasciare Gaza per avere quelle cure mediche di cui hanno urgente bisogno. Centinaia di migliaia di bambini stanno crescendo senza avere un'istruzione decente perché gli edifici scolastici sono gravemente danneggiati e a causa delle restrizioni nel passaggio e rifornimento di materiali edili, non possono essere ristrutturati. Sono i bambini che stanno pagando il prezzo più caro dell'assedio".
Oltre a questi record non ricordarti, i bambini della Striscia di Gaza in sette giorni hanno infranto due primati celebrati nel Guinness.
Giovedì 22 luglio nell'area dell'aeroporto fantasma di Rafah, distrutto dall'aeronautica militare israeliana nel 2001, nell'ambito della fine dei campi estivi organizzati dall'Unrwa(agenzia Onu per i profughi palestinesi) più di 7.200 bambini hanno fatto rimbalzare simultaneamente per 5 minuti altrettanti palloni da basket mentre ieri è stato stabilito il record di quanti più aquiloni svolazzanti nello stesso istante.
Sulla spiaggia di Beit Laya, dinnanzi al confine nord con Israele, il cielo si è tappezzato di migliaia di esagoni colorati, in una sorta di celebrazione animata di quella libertà agognata anche dai più piccoli. Oltre 7mila bambini hanno fatto volare i loro aquiloni, raddoppiando il record che era stato registrato sempre a Gaza lo scorso anno.
Così si è espresso al termine dell'evento John Ging, a capo della Unrwa: "E' un successo incredibile riuscire a infrangere due record mondiali in una sola settima. Una dimostrazione di cosa possono fare i bambini di Gaza se gli è data loro una opportunità. I bambini della Striscia sono come tutti gli altri bambini del mondo, desiderano vivere una vita normale lontano dalle avversità che sono costretti ad affrontare giorno dopo giorno", ha concluso Ging, "Questa giornata di festa è l'espressione della richiesta di libertà per questi bambini."
A differenza dei palloni da basket utilizzati a Rafah, gli aquiloni che hanno sventolato ieri sopra Beit Laya non sono di produzione industriale ma confezionati dalle stesse mani di quei bambini che li hanno issati al cielo.
Alcuni presentavano fantasie sgargianti, numerosi orgogliosamente i colori della bandiera palestinese.
Un urlo visibile di resistenza dinnanzi alla torrette di sorveglianza israeliane distanti a poche centinaia di metri.
Poco dopo la registrazione del nuovo Guinness dei Primati, una nave da guerra di Tsahal (l'esercito israeliano) è apparsa all'orizzonte e si avvicinata alla costa di Beit Laya, come a ricordare che l'ora di ricreazione era finita.Restiamo
Umanihttp://it.peacereporter.net/articolo/23344/Gaza,+bambini+che+resistono
giovedì 1 luglio 2010
MARWA EL SHARBINI

domenica 6 giugno 2010
DOMANI SU CANALE 5
martedì 1 giugno 2010
sabato 29 maggio 2010
QUANDO UN PICCOLO GESTO PUO' FARE LA DIFFERENZA...
As-salam aleikom wa rahmatullah wa barakhatuh e buon pomeriggio!!!Ieri ho partecipato ad una serata informativa sull'ADMO (associazione donatori midollo osseo), la serata era per lo più rivolta agli immigrati anche se non erano molti!!! Vi state chiedendo il perchè proprio a loro??? No??? Vabbè io lo scrivo comunque.
Dovete sapere che i donatori vengono raggruppati in 4 grandi categorie: BIANCHI, NERI, ROSSI E GIALLI perchè ognuno di essi ha caratteristiche biologiche differenti, quindi un donatore bianco non potrà mai donare il proprio midollo ad un nero e viceversa.
I possibili donatori sono 1 volta su 4 fratelli o sorelle mentre se non si riesce a trovare un donatore tra loro, le possibilità di trovare un donatore compatile arrivano a 1 su 100.000, è stato studiato che ognuno di noi ha al mondo almeno un gemello con lo stesso DNA, il tutto sta nel trovarlo che non è semplice...
Diventare donatori è semplicissimo, ci si iscrive con un modulo che si può richiedere a tutti i centri ADMO sparsi in italia, dopo essersi iscritti si verrà contattati a distanza di un mese massimo due da un dottore con la quale si programmerà il giorno del prelievo del sangue; dopo aver fatto il prelievo il sangue verrà analizzato in caso di esito favorevole si verrà contattati per un altro prelievo poi i medici decideranno se tipizzarlo o meno; il costo della tipizzazione è elevato si arriva anche a 6.000 euro quindi, purtroppo, non è possibile economicamente parlando tipizzare ogni donatore, ma almeno vale la pensa provare o sbaglio???
Pensate che in Trentino su 4.500 iscritti solo 32 sono potenziali donatori e nel milanese su 70mila iscritti solo 600 sono potenziali donatori. Probabilmente dopo l'iscrizione è possibile che non verremo mai chiamati per fare la donazione ma sta di fatto che almeno abbiamo dato la possibilità a chi ne avrebbe avuto bisogno di essere salvato...
se volete informazioni o volete fare degli incontri informativi con la vostra comunità, che non guasta mai, vi basterà contattare la sede ADMO più vicina a voi e proporre soprattutto ai giovani questa iniziativa, l'età per l'iscrizione va dai 18 anni per motivi legali fino (parlo per il trentino) a 37 anni...
Io confido nella vostra buona volontà e soprattutto mi rivolgo al vostro cuore, nessuno di noi è immune da questa e da altre malattie simili, non è possibile riscontrare prima la malattia il che significa che quando arriva è già troppo tardi e le possibilità di guarire sono tutte in una banca dati internazionale, quindi io vi chiedo di riflettere su di una cosa: un giorno potreste averne voi bisogno, o un vostro caro... in quel caso vorreste che quel qualcuno compatibile fosse iscritto??? Avreste il piacere di sapere che un uomo o una donna per solidarietà, in modo gratuito e senza fini se non quello di aiutare a tornare a vivere avesso pensato a voi???
Spero che possiate riflettere su come un piccolo gesto possa salvare la vita di un'altra persona che può essere pure quella di un bambino...
Che Allah swt vi guidi e vi benedica se deciderete di aiutare in modo disinteressato un altra persona a tornare a vivere... insh'Allah
Allah al'am
venerdì 7 maggio 2010
A.A.A. ***AMINASUPERSTARNAPOLETANA*** COLPISCE ANCORA TIE'... AL-HAMDULILLAH
Islam Graphic Comments
venerdì 23 aprile 2010
AIUTIAMO IL PICCOLO MOHAMMED...
mercoledì 16 settembre 2009
Cerchiamo la differenza?!
Quando si dice “mettere il cappello”: Lorenzo Campani nota che al cartello della Croce Rossa e della Provincia di Trento sulla costruzione delle casette di Onna, è stato recentemente aggiunto qualcosina.Del resto, continua Lorenzo, le casette che oggi inaugurano Berlusconi e Vespa non c’entrano molto con il governo, visto che le ha finanziate la Croce Rossa Italiana e le ha progettate e costruite la Provincia di Trento.
Onna infatti non figurava nell’elenco, pubblicato dalla Protezione Civile, delle aree interessate dal progetto governativo C.A.S.E nè in quelle del progetto M.A.P. (moduli abitativi provvisori). Insomma, le casette in questione non erano nel piano del governo..
Secondo voi lo dirà Bruno Vespa?
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/15/trova-la-differenza/
martedì 30 giugno 2009
Nella tragedia...il miracolo...
PARIGI (30 giugno) - Di nuovo un Airbus inghiottito dal mare, ancora una tragedia e un lutto che colpiscono duramente la Francia. Un mese dopo - era la notte fra il 31 maggio e il 1/o giugno - l'incidente dell'Airbus 330 Rio de Janiero-Parigi che ha causato la morte di 228 persone, un Airbus 310 della compagnia di bandiera Yemenia è precipitato al largo delle isole Comore con 153 passeggeri a bordo, una sessantina dei quali francesi.